Nellie Around The World

Il monile narrativo che fa il giro del mondo.
Da portare sul cuore. Con orgoglio.

“Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal cuore.
E mai lo farò” (Nellie Bly)

(Dall’articolo per il Sole 24 Ore del 21 Aprile 2017, di Francesca Milano)

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“Nel settembre 1887 una giovane donna fu portata davanti al tribunale
di primo grado di Essex Market, a New York.
Disse di chiamarsi Brown, nome di cui non si poteva esser certi, perché,
stando alla testimonianza della signora Irene Stanard, la povera ragazza
era piuttosto svitata.
Si comportava in modo così strano che alcuni degli altri residenti della sua
pensione erano convinti che li avrebbe uccisi nel loro letto.
E la ragazza continuò a guardare fisso nel vuoto e a mormorare qualcosa
su un baule scomparso. Il giudice ascoltò e giunse alla conclusione di non avere
altra scelta che farla ricoverare al Bellevue Hospital e, da lì, quasi certamente
a Blackwell’s Island, il manicomio della città”.
Quella ragazza in verità non si chiamava Brown e non era matta.
Si chiamava Nellie Bly ed era “il miglior cronista d’America”.
La sua storia è raccontata da David Randall nel libro “Tredici giornalisti quasi perfetti”:
una storia di passione e di coraggio, di “una curiosità incorreggibile e una fede incrollabile
nel potere del giornalismo”.
A Blackwell’s Island Nellie Bly aveva deciso di andare fingendosi matta
per poter raccontare la condizione in cui 1.600 donne erano tenute sull’isola.
Il suo reportage fu pubblicato sul “New York World” con il titolo “Ten days in a madhouse”.

Quello non fu il primo né l’ultimo articolo con cui Nellie Bly inaugurò una nuova forma
di giornalismo, il “giornalismo acrobatico”: aveva scritto otto puntate sulla
condizione delle giovani operaie di Pittsburgh, aveva raccontato la condizione
degli emigranti viaggiando dall’Europa all’America in terza classe,
aveva finto sintomi di una malattia davanti a sette famosi medici newyorkesi
ricavandone sette diverse diagnosi, aveva denunciato un ipnotizzatore,
passato una notte in una fumeria d’oppio, raccontato la vita in un corpo di ballo,
intervistato le mogli dei candidati alle presidenziali del 1888.
E aveva deciso di fare il giro del mondo in meno degli 80 giorni impiegati
da Phileas Fogg, protagonista del romanzo di Jules Verne, e di raccontarlo.
Ce ne mise 72.
Era il 1889.
Al suo ritorno era diventata “il reporter più conosciuto d’America”:
l’aspettavano salve di cannone, spettacoli di fuochi d’artificio, una sfilata per Broadway,
una canzone scritta in suo onore, una bambola con le sue fattezze e un gioco da tavola
basato sulla sua avventura e chiamato “Around the world with Nellie Bly”.

A Nellie Bly, al suo coraggio e alla sua intraprendenza si è ispirata
la designer Paola Brunello, che in collaborazione con l’illustratrice Dora Creminati ,
ha creato “Nellie Around the World”, una collezione di spille dedicate
a quella che Arthur Brisbane, direttore del Journal, definì “il miglior cronista d’America”.


“Volevo creare un monile che avesse una bella storia da raccontare – spiega Paola,
ex scenografa e costumista per il teatro -, così ho iniziato a fare ricerche e
mi sono imbattuta nella storia di Nellie: era una donna, amava viaggiare,
nel mondo del giornalismo aveva fatto grandi cose prima di altri:
era il personaggio che cercavo”.

La sua amica Dora Creminati le ha disegnato il viso di Nellie,
lei progettato le dodici spille di resina da cui è composta la collezione:

“Ho immaginato che Nellie viaggiasse in queste dodici città, che si immergesse
nello stile e nei colori di quei luoghi”.

Le spille di Paola hanno avuto un grande successo: è nata poi la collezione
"Nellie on Holiday", una speciale collezione per il FuoriSalone di Milano e
sta lavorando alle nuove collezioni da presentare a Parigi e Milano a Settembre.

“Lavoro molto e viaggio poco purtroppo, ma sono felice di sapere che
le mie Nellie stiano viaggiando al posto mio”.